Età contemporanea · 1990–1991

Guerra del Golfo

Nell'agosto 1990, l'Iraq di Saddam Hussein invade il Kuwait confinante e ne proclama l'annessione. Una coalizione di oltre trenta paesi, guidata dagli Stati Uniti e autorizzata dall'ONU, lancia nel gennaio 1991 una campagna aerea, poi un'offensiva di terra di pochi giorni che libera il Kuwait. Saddam Hussein resta però al potere, e l'Iraq accetta un cessate il fuoco accompagnato da condizioni severe.

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Periodo
1990–1991
Tipo di conflitto
Guerra tra Stati
Paesi coinvolti (oggi)
Iraq, Kuwait, Arabia Saudita, Stati Uniti
Schieramenti
Coalizione di oltre trenta paesi guidata dagli Stati Uniti, con Arabia Saudita, Egitto, Regno Unito e Francia, sotto mandato dell'ONUcontroIraq di Saddam Hussein, che occupa il Kuwait dall'agosto 1990
Esito
Vittoria della coalizione: il Kuwait è liberato e l'esercito iracheno è respinto, ma Saddam Hussein resta al potere.

Le cause

L'Iraq esce esausto dalla guerra contro l'Iran (1980-1988) e deve forti debiti a stati arabi del Golfo, tra cui il Kuwait. Accusa anche il Kuwait di far calare i prezzi del petrolio producendo troppo e di attingere, sotto la frontiera, al giacimento petrolifero di Rumaila. Il 2 agosto 1990, l'esercito iracheno invade il Kuwait e ne proclama l'annessione. Il Consiglio di sicurezza dell'ONU condanna subito questa invasione e impone un embargo.

La controversia ha radici antiche. Il Kuwait, emirato diventato indipendente nel 1961, è rivendicato da Baghdad, che lo considera parte dell'antica provincia ottomana di Bassora. Durante la guerra contro l'Iran, l'Iraq ha contratto forti prestiti presso le monarchie del Golfo, tra cui il Kuwait, e ne reclama la cancellazione, nonché compensazioni per aver, a suo dire, protetto la regione. Il 25 luglio 1990 Saddam Hussein incontra a Baghdad l'ambasciatrice americana April Glaspie, le cui parole vengono interpretate in modi opposti. I negoziati di Gedda, il 31 luglio, falliscono.

Lo svolgimento

Il Consiglio di sicurezza adotta poi una serie di risoluzioni. Nel novembre 1990, la risoluzione 678 fissa un ultimatum all'Iraq e autorizza gli Stati membri a usare «tutti i mezzi necessari». Si costituisce una coalizione di oltre trenta paesi, con gli Stati Uniti in testa e forze dell'Arabia Saudita, dell'Egitto, del Regno Unito e della Francia. Il 17 gennaio 1991, la coalizione lancia l'operazione Tempesta nel deserto: per più di un mese, i suoi aerei colpiscono le truppe, i centri di comando e le infrastrutture irachene. L'Iraq risponde con lanci di missili Scud contro Israele e l'Arabia Saudita.

L'offensiva di terra comincia alla fine di febbraio 1991. Dura solo pochi giorni: l'esercito iracheno, già indebolito dai bombardamenti, si ritira dal Kuwait, e il cessate il fuoco è decretato alla fine del mese. Ritirandosi, le truppe irachene incendiano una parte dei pozzi di petrolio kuwaitiani. Nell'aprile 1991, la risoluzione 687 fissa le condizioni del cessate il fuoco: distruzione delle armi di distruzione di massa irachene, ispezioni dell'ONU, riconoscimento della frontiera con il Kuwait. Vengono anche istituite zone di interdizione al volo nel nord e nel sud dell'Iraq.

Fin dal 2 agosto il Consiglio di sicurezza condanna l'invasione con la risoluzione 660, poi decreta un embargo completo con la risoluzione 661, il 6 agosto. Il 7 agosto l'Arabia Saudita accetta lo schieramento di forze americane sul proprio territorio: è l'operazione Scudo del deserto. L'Iraq trattiene migliaia di stranieri, che presenta come « scudi umani » in vista di eventuali attacchi, prima di liberarne alcuni nei mesi successivi. L'Unione Sovietica, partner di lunga data di Baghdad, si associa alle risoluzioni dell'ONU, e l'emissario sovietico Evgenij Primakov tenta nel gennaio 1991 una mediazione senza successo.

Durante la campagna aerea, la coalizione colpisce i centri di comando, i radar e le linee di comunicazione, mentre le batterie Patriot cercano di intercettare i missili Scud. Alla fine di gennaio 1991 gli iracheni lanciano un attacco limitato su Khafji, in Arabia Saudita, respinto dalle forze saudite e qatariote, sostenute da marines americani. Durante l'offensiva di terra, il 26 febbraio, la battaglia di 73 Easting oppone carri armati americani alle unità della Guardia repubblicana irachena, gravemente danneggiate nel deserto.

Il 26 e il 27 febbraio l'aviazione della coalizione colpisce le colonne irachene che lasciano il Kuwait lungo la strada verso Bassora, episodio talvolta chiamato « strada della morte ». Il bilancio di questi attacchi è controverso: alcuni vi vedono un'azione legittima contro una colonna armata in ritirata, altri un attacco eccessivo. Le operazioni vengono sospese alla fine di febbraio, senza che la coalizione prosegua l'avanzata fino a Baghdad. Questa scelta, che lascia Saddam Hussein al potere, resta discussa dagli storici e dai responsabili dell'epoca.

Le conseguenze

Il Kuwait riacquista la sua indipendenza e il suo governo. Saddam Hussein resta al potere, l'Iraq è sottoposto a un regime di sanzioni economiche fino all'invasione del 2003, e i sollevamenti sciiti nel sud e curdi nel nord, scoppiati alla fine della guerra, vengono repressi. Forze americane restano stabilmente dispiegate nella regione, in particolare in Arabia Saudita.

Nel 1995 l'ONU avvia il programma « petrolio in cambio di cibo », che autorizza l'Iraq a vendere petrolio per acquistare prodotti umanitari; i suoi effetti sulla popolazione e le condizioni della sua attuazione sono oggetto di dibattito. Dal 1991 al 1998 gli ispettori della commissione speciale dell'ONU (UNSCOM) ricercano le armi di distruzione di massa irachene; il loro ritiro, alla fine del 1998, precede una campagna di bombardamenti americani e britannici. Il Kuwait celebra ogni 26 febbraio la sua liberazione, e la presenza militare americana nel Golfo diventa una questione politica duratura. Gli storici discutono delle scelte della coalizione, tra l'arresto alla frontiera e la prosecuzione fino a Baghdad.

Linea del tempo

  1. 1990L'Iraq invade il Kuwait
  2. 1990Risoluzione 678: ultimatum all'Iraq e uso della forza autorizzato
  3. 1991Operazione Tempesta nel deserto: inizio dei bombardamenti aerei
  4. 1991Offensiva di terra della coalizione e liberazione del Kuwait
  5. 1991Risoluzione 687: condizioni del cessate il fuoco imposte all'Iraq

Personaggi chiave

  • Saddam Hussein, presidente dell'Iraq, che ordina l'invasione del Kuwait
  • George H. W. Bush, presidente degli Stati Uniti, che costituisce e guida la coalizione
  • Norman Schwarzkopf, comandante in capo delle forze della coalizione
  • Fahd d'Arabia Saudita, re dell'Arabia Saudita, che accoglie le forze della coalizione

Mettiti alla prova con 3 domande

Domanda 1 di 3

Quale nome porta l'operazione lanciata dalla coalizione il 17 gennaio 1991?

Domande frequenti

Perché si parla di «prima guerra del Golfo»?

Il nome viene dal golfo Persico, vicino al quale si svolgono i combattimenti. Dopo la guerra del 2003 la si chiama anche «prima guerra del Golfo», per distinguerla da quest'ultima.

Perché Saddam Hussein non è stato rovesciato nel 1991?

Il mandato dell'ONU mira alla liberazione del Kuwait, e la coalizione non avanza fino a Baghdad. Allora scoppiano contro il regime rivolte sciite nel sud e curde nel nord, ma vengono represse. La scelta di non proseguire l'offensiva resta oggetto di dibattito tra gli storici e i responsabili dell'epoca.