Età contemporanea · 1857–1858

Rivolta dei sepoy

Nel 1857, soldati indiani (sepoy) dell'esercito della Compagnia britannica delle Indie orientali si ammutinano a Meerut, poi marciano su Delhi, dove proclamano capo della rivolta l'imperatore moghul Bahadur Shah Zafar. Civili e capi locali si uniscono al movimento nel nord e nel centro dell'India. I Britannici riprendono Delhi e Lucknow, poi schiacciano la rivolta nel 1858. Il governo di Londra pone allora fine al potere della Compagnia, e la regina Vittoria diventa sovrana diretta dell'India.

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Periodo
1857–1858
Tipo di conflitto
Guerra d'indipendenza
Paesi coinvolti (oggi)
India, Regno Unito
Schieramenti
Insorti indiani: sepoy ammutinati, civili e capi locali, tra cui la rani di JhansicontroCompagnia britannica delle Indie orientali, rafforzata da truppe giunte dalla Gran Bretagna e da soldati indiani rimasti fedeli
Esito
Vittoria britannica: la rivolta viene schiacciata nel 1858, e la Compagnia perde il suo potere politico a favore della Corona.

Le cause

A metà del XIX secolo, la Compagnia britannica delle Indie orientali controlla gran parte del subcontinente, e il suo esercito si regge soprattutto su soldati indiani, i sepoy. Le annessioni di territori, le tasse e le riforme suscitano malcontento tra i principi, i contadini e i soldati. La voce secondo cui le cartucce dei nuovi fucili sarebbero unte con grasso di maiale o di manzo scandalizza sia i musulmani sia gli indù. Questo sospetto fa scoppiare la rivolta a Meerut nel 1857.

Negli anni Cinquanta la Compagnia applica la dottrina della decadenza, che annette gli Stati il cui sovrano non ha un erede diretto, come Jhansi; annette anche l'Awadh nel 1856, in nome della cattiva gestione del suo sovrano. Una legge del 1856 obbliga i soldati indiani a servire oltremare, il che urta contro divieti religiosi legati alla traversata dei mari. Il Nana Sahib, adottato dall'ultimo peshwa, la cui pensione è stata soppressa, nutre un profondo rancore. Anche alcuni ufficiali britannici mostrano una superiorità sprezzante verso i costumi indiani, mentre l'esercito del Bengala recluta molti soldati nell'Awadh, la cui annessione frustra numerose famiglie.

Lo svolgimento

Il 10 maggio 1857, a Meerut, i sepoy si ammutinano e uccidono ufficiali e civili britannici. Raggiungono Delhi, dove proclamano capo della rivolta il vecchio imperatore moghul Bahadur Shah Zafar. Altri ammutinamenti scoppiano nelle guarnigioni, a Kanpur e a Lucknow, e la rivolta coinvolge civili e capi locali. A Jhansi, la rani Lakshmi Bai, il cui stato era stato annesso ai possedimenti britannici, guida la rivolta nella sua regione.

I Britannici, rafforzati da truppe giunte dalla Gran Bretagna e da reggimenti indiani rimasti fedeli, riprendono Delhi nell'autunno 1857 dopo violenti combattimenti. La rani di Jhansi muore in battaglia nel 1858, e la rivolta si spegne poco dopo. Bahadur Shah Zafar viene processato, deportato in Birmania e muore in esilio. Nel 1858, il Government of India Act trasferisce l'autorità della Compagnia alla Corona, e la regina Vittoria indirizza un proclama ai suoi sudditi indiani.

Dopo Meerut, a Kanpur, i sepoy e le truppe del Nana Sahib assediano la guarnigione britannica nel giugno 1857, e la sua resa è seguita dalla morte di numerosi prigionieri, un episodio che resta molto sensibile nella memoria dei due paesi. A Lucknow la residenza britannica è assediata dal giugno 1857 al marzo 1858, con un primo soccorso arrivato in novembre. A Delhi il generale John Nicholson, uno dei capi britannici più stimati, viene ferito mortalmente durante l'assalto alla città, nel settembre 1857.

Nel 1858 il generale Hugh Rose conduce una campagna nell'India centrale, che riprende Jhansi, poi Gwalior nel giugno 1858. Nell'Awadh la riconquista di Lucknow nel marzo 1858 da parte di Colin Campbell ristabilisce il controllo britannico su una regione le cui campagne avevano largamente preso parte alla rivolta. I ribelli, privati di un comando unico, si disperdono in piccoli gruppi che proseguono la guerriglia nelle campagne. Tantia Tope, uno degli ultimi capi, viene arrestato e poi giustiziato nell'aprile 1859, il che pone fine alle grandi operazioni.

I Britannici si appoggiano su mezzi nuovi: il telegrafo collega le guarnigioni, e le prime linee ferroviarie, aperte dall'inizio degli anni Cinquanta, facilitano l'arrivo dei rinforzi dai porti. Le truppe sikh e gurkha rimaste fedeli svolgono un ruolo decisivo. Dopo la rivolta, diversi reggimenti indiani vengono sciolti o riorganizzati, e le autorità britanniche rafforzano la presenza delle proprie truppe. La repressione, segnata da esecuzioni sommarie e distruzioni di villaggi, lascia un segno duraturo nelle campagne del Nord.

Le conseguenze

La Compagnia perde i suoi poteri politici, e l'India è amministrata direttamente dalla Corona britannica, con a capo un viceré. L'esercito viene riorganizzato per limitare il rischio di un nuovo ammutinamento, in particolare con una presenza accresciuta di truppe britanniche. La rivolta lascia un ricordo duraturo: nel XX secolo, i movimenti indipendentisti indiani la presentano come una prima sollevazione nazionale.

Gli storici discutono del nome stesso dell'avvenimento: i Britannici parlano di « ammutinamento » (Mutiny), mentre V. D. Savarkar, in un'opera del 1909, lo presenta come una « guerra d'indipendenza », ripresa poi dal movimento nazionale indiano. Altri ricercatori insistono sulla diversità dei moventi, dai capi locali ai contadini e ai signori fino ai soldati. Dopo il 1858 l'esercito indiano viene riorganizzato attorno a reggimenti detti di « razze marziali », reclutati preferibilmente tra i sikh, i gurkha e i musulmani del Punjab. La regina Vittoria promette che la religione dei suoi sudditi indiani non sarà più oggetto di ingerenza, il che non impedisce la prosecuzione del dominio britannico.

Linea del tempo

  1. 1857Ammutinamento di Meerut, inizio della rivolta
  2. 1857I Britannici riprendono Delhi
  3. 1858Morte della rani di Jhansi, Lakshmi Bai, in battaglia
  4. 1858Il Government of India Act trasferisce l'autorità della Compagnia alla Corona britannica
  5. 1858Proclama della regina Vittoria ai sudditi indiani

Personaggi chiave

  • Bahadur Shah Zafar, ultimo imperatore moghul, proclamato capo della rivolta a Delhi
  • Lakshmi Bai, rani di Jhansi, combattente uccisa nel 1858
  • Mangal Pandey, soldato sepoy che attacca ufficiali britannici a Barrackpore nel 1857
  • Nana Sahib, capo della rivolta a Kanpur

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Domanda 1 di 3

In quale città scoppia l'ammutinamento del 1857?

Domande frequenti

Perché si parla a volte di rivolta e a volte di guerra?

I Britannici parlavano di «Indian Mutiny», un ammutinamento. Gli storici indiani usano anche l'espressione «prima guerra d'indipendenza», che è controversa: gli insorti non avevano un progetto nazionale comune, e le rivolte furono molto diverse secondo le regioni.

Perché i soldati si sono ribellati?

La voce sulle cartucce unte di grasso animale fa da detonatore, perché offende la religione dei soldati, musulmani e indù. Le cause profonde sono più ampie: annessioni, tasse, riforme e il sentimento che la Compagnia minacci le tradizioni.