Medioevo · 1419–1434

Guerre hussite

Dal 1419 al 1434 la Boemia è teatro di una rivolta religiosa e nazionale guidata dagli ussiti, seguaci delle idee di Jan Hus, bruciato nel 1415. Essi affrontano l'imperatore Sigismondo e le crociate lanciate dalla Chiesa, che respingono più volte, tra cui a Vítkov nel 1420. Divisi tra taboriti radicali e utraquisti moderati, gli ussiti si dilaniano a Lipany nel 1434. I Compactata di Basilea, firmati nel 1436, concedono loro una parte delle rivendicazioni.

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Periodo
1419–1434
Tipo di conflitto
Guerra di religione
Paesi coinvolti (oggi)
Cechia, Germania, Austria, Ungheria
Schieramenti
Gli ussiti di Boemia: utraquisti moderati e taboriti più radicalicontroL'imperatore Sigismondo di Lussemburgo e i crociati cattolici, sostenuti dal papa
Esito
Gli ussiti respingono le crociate, poi ottengono nel 1436 i Compactata di Basilea, che riconoscono una parte delle loro richieste religiose.

Le cause

All'inizio del XV secolo la Boemia, regno legato all'Impero, conosce un vivo movimento di critica della Chiesa. Il predicatore Jan Hus, rettore dell'università di Praga, predica in ceco e denuncia la corruzione del clero, la vendita delle indulgenze e la ricchezza dei vescovi. Le sue idee, ispirate in parte da John Wycliffe, conquistano la nobiltà e una parte della popolazione. Hus viene scomunicato nel 1410, poi convocato al concilio di Costanza, dove è condannato e bruciato nel 1415, nonostante il salvacondotto dell'imperatore Sigismondo. Questa esecuzione provoca indignazione in Boemia.

Dopo la morte di Jan Hus, i suoi seguaci, gli ussiti, chiedono la comunione sotto le due specie, cioè per i laici il pane e il vino. Chiedono anche la predicazione libera e la confisca dei beni del clero. Il re di Boemia, Venceslao IV, non ha i mezzi per reprimere il movimento, e il suo fratellastro Sigismondo, re d'Ungheria, rivendica l'eredità e vuole schiacciare l'eresia. Le tensioni tra la popolazione di Praga e il consiglio municipale, che resta cattolico, raggiungono il culmine. È la defenestrazione di Praga, nel 1419, a far scoppiare la rivolta.

Lo svolgimento

Nel luglio 1419 ussiti armati irrompono nel municipio della Nuova Città di Praga e gettano dalla finestra consiglieri cattolici, che vengono finiti dalla folla. In agosto muore il re Venceslao IV. Nel 1420 il papa chiama alla crociata contro gli ussiti, e i Quattro articoli di Praga precisano le rivendicazioni del movimento. Nel luglio 1420 gli ussiti, guidati da Jan Žižka, respingono i crociati di Sigismondo sulla collina di Vítkov, a Praga.

Žižka, ex soldato diventato capo militare, organizza le sue truppe attorno a carri da guerra disposti in cerchio, le wagenburg, e dispone di armi da fuoco e di flagelli da guerra. Le crociate successive falliscono una dopo l'altra. Il movimento si divide allora tra i taboriti, insediati a Tábor, che rifiutano la gerarchia cattolica, e gli utraquisti di Praga, più moderati. Žižka, diventato cieco, muore nel 1424, e Procopio il Grande prende la guida degli eserciti ussiti. Il movimento perde così il suo stratega più celebre, senza che le sue armate si disgreghino per questo.

Nel 1426 gli ussiti vincono a Ústí nad Labem, detta Aussig, su un esercito di crociati, guidato in particolare da principi tedeschi. Gli ussiti lanciano poi incursioni nei paesi vicini, in particolare in Sassonia e in Slesia, per punire i signori che sostengono le crociate. Sigismondo non riesce a imporsi in Boemia. Le tensioni interne persistono tra taboriti e utraquisti, il che ritarda ogni pace. I combattimenti proseguono quindi sia contro gli eserciti venuti dall'estero sia tra le fazioni ussite stesse.

Nel 1431 gli ussiti hanno la meglio a Domažlice, nell'ovest della Boemia, dove i crociati vengono messi in fuga. Il concilio di Basilea si apre nello stesso anno e invita gli ussiti a venire a negoziare. Una delegazione ussita vi si reca nel 1433 e difende le sue posizioni di fronte ai teologi cattolici. Sigismondo, incoronato imperatore nello stesso anno, capisce che è necessaria una pace negoziata. I dibattiti di Basilea riguardano la comunione, la ricchezza del clero e la predicazione, e si protraggono fino al 1436. Gli ussiti vi difendono posizioni che la Chiesa giudica difficilmente accettabili.

I taboriti rifiutano i compromessi, e il loro esercito, guidato da Procopio il Grande, affronta gli utraquisti moderati, alleati dei signori cattolici della Boemia. Nel 1434 a Lipany i taboriti vengono schiacciati. Procopio muore nella battaglia. Questa sconfitta pone fine all'unità del movimento e apre la strada a una pace negoziata con la Chiesa. Gli utraquisti, divenuti la forza dominante del paese, negoziano poi con Sigismondo, mentre i taboriti perdono il loro posto nel regno. La rivolta ussita si conclude così con un compromesso piuttosto che con una vittoria totale.

Le conseguenze

I Compactata di Basilea, adottati nel 1436, riconoscono ai fedeli di Boemia il diritto di comunicarsi sotto le due specie, e Sigismondo è riconosciuto re di Boemia. La Chiesa cattolica conserva tuttavia la sua autorità su tutto il regno, e la divisione religiosa persiste. Una Chiesa utraquista sopravvive in Boemia fino al XVII secolo. Guerre locali continuano a opporre i signori cattolici agli utraquisti, in un regno diviso. Il compromesso non risolve quindi la questione religiosa, ma apre un periodo di coesistenza tra due Chiese in Boemia.

Jan Hus è oggi una figura nazionale ceca, e la rivolta è spesso presentata come una tappa dell'affermazione della nazione boema. Gli storici dibattono sul carattere religioso, sociale o nazionale del movimento. Discutono anche del ruolo dei taboriti nella violenza e dell'influenza delle idee ussite sulla Riforma protestante. Una cosa è certa: il movimento precede di oltre un secolo la Riforma di Lutero, nel 1517, e le offre un precedente di contestazione dell'autorità romana.

Linea del tempo

  1. 1419Defenestrazione di Praga, inizio della rivolta ussita
  2. 1420Jan Žižka sconfigge i crociati di Sigismondo sulla collina di Vítkov, a Praga
  3. 1426Vittoria ussita a Ústí nad Labem (Aussig)
  4. 1431I crociati sono messi in fuga a Domažlice
  5. 1434Sconfitta dei taboriti a Lipany: gli utraquisti moderati prevalgono

Personaggi chiave

  • Jan Hus, teologo, rettore dell'università di Praga, bruciato a Costanza nel 1415
  • Jan Žižka, capo militare degli ussiti, vincitore a Vítkov nel 1420
  • Procopio il Grande, capo ussita, successore di Žižka, morto a Lipany nel 1434
  • Sigismondo di Lussemburgo, re d'Ungheria, pretendente alla corona di Boemia, imperatore dal 1433

Mettiti alla prova con 3 domande

Domanda 1 di 3

Quale predicatore, bruciato al concilio di Costanza nel 1415, ispira il movimento ussita?

Domande frequenti

Chi sono i taboriti e gli utraquisti?

I taboriti prendono il nome da Tábor, la loro città fortificata del sud della Boemia, e rifiutano diverse pratiche della Chiesa ritenute contrarie alla Scrittura. Gli utraquisti, il cui nome viene dal latino utraque, «le due», sono più moderati, soprattutto a Praga. Accettano una parte degli usi cattolici e difendono la comunione sotto le due specie.

Perché queste guerre portano il nome di Jan Hus?

Portano il nome di Jan Hus, le cui idee riformatrici, critiche della ricchezza del clero e della vendita delle indulgenze, ispirano la rivolta. La sua esecuzione al concilio di Costanza nel 1415 provoca indignazione in Boemia. Il movimento che nasce dalla sua morte prende il suo nome e prosegue dal 1419 al 1434.